Centro Servizi, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro Centro Servizi, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro Centro Servizi, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro
 
La sicurezza nei luoghi di lavoro T.U. 81/08 Viene gestita da un insieme di norme che riguardano i datori di lavoro ed hanno come scopo principale di rendere il luogo di lavoro sicuro mediante l'attuazione di una serie di misure di prevenzione e protezione. LEGGI TUTTO
Igiene degli alimenti Autocontrollo e sistema HACCP introducono il concetto di "prevenzione del rischio alimentare" l'operatore del settore alimentare, viene responsabilizzato in materia di igiene e sicurezza degli alimenti ed ha l'obbligo di garantire specifici standard di igiene e salubrità dei propri prodotti. LEGGI TUTTO
Formazione Il continuo sviluppo tecnologico e l'evoluzione nel mondo del lavoro hanno fatto diventare la formazione una necessità dettata dall'obbligatorietà delle varie norme ma anche dall'esigenza di acquisire adeguata consapevolezza per lo sviluppo aziendale perchè non ci può essere crescita se non c'è adeguamento di persone e culture. LEGGI TUTTO
 
News
Olio, dal 24/11/2014 obbligo del tappo antirabbocco
pubblicata il 05/12/2014

L’oliera dal 24 novembre 2014 va in pensione. Da tale data scatta infatti l’obbligo del tappo anti olio tarocco. In Italia sono previste multe salatissime. “La legge europea 2013 bis approvata dal Parlamento e pubblicata sul supplemento n.83 della Gazzetta Ufficiale 261 – spiega la Coldiretti - prevede anche sanzioni per chi non utilizzerà oliere con tappo antirabbocco che vanno da 1 a 8mila euro e la confisca del prodotto. Le novità però non si fermano al tappo antirabbocco, in quanto è prevista anche una più marcata rilevanza cromatica rispetto all’etichettatura degli oli che siano prodotti con miscele provenienti da uno o più Stati, così da mettere in guardia il consumatore sulla diversa qualità e composizione del prodotto. La cosiddetta legge salva-oli assicura ora agli organi di controllo una più ampia operatività, richiedendo a tutti gli organi di polizia giudiziaria un rafforzato impegno su tutti i fronti, dal controllo del traffico di perfezionamento attivo a quello delle modalità di vendita sottocosto”.

Bar, ristoranti, mense, pizzerie, ecc sono avvisati: secondo il provvedimento, gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nelle attività, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, devono essere presentati in tavola in contenitori etichettati conformemente alla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura (in modo che il contenuto non possa essere alterato senza che la confezione sia aperta o alterata) e provvisti di un sistema di protezione che non permetta il riutilizzo dopo l'esaurimento del contenuto originale indicato nell’etichetta.

 

Il tutto va a vantaggio della trasparenza negli scambi. Le frodi sono ormai all’ordine del giorno, e l'obiettivo adesso è assicurare ai consumatori una scelta d’acquisto consapevole. L’Italia è il primo importatore al mondo di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini poste in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Sotto accusa è la mancanza di trasparenza nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. Sulle bottiglie di extravergine ricavate da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere scritte come “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” che sarebbero obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. La scritta è riportata in caratteri minuscoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. Chi fa la spesa dovrebbe avere la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente. In attesa che vengano strette le maglie larghe della legislazione per non cadere nella trappola del mercato il consiglio di Coldiretti è quello di guardare con più attenzione possibile alle etichette, ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane, o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica. L’Italia - conclude la Coldiretti – può contare su un patrimonio di circa 250 milioni di piante, su 1,1 milioni di ettari di terreno e conta un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.





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