Centro Servizi, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro Centro Servizi, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro Centro Servizi, sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro
 
La sicurezza nei luoghi di lavoro T.U. 81/08 Viene gestita da un insieme di norme che riguardano i datori di lavoro ed hanno come scopo principale di rendere il luogo di lavoro sicuro mediante l'attuazione di una serie di misure di prevenzione e protezione. LEGGI TUTTO
Igiene degli alimenti Autocontrollo e sistema HACCP introducono il concetto di "prevenzione del rischio alimentare" l'operatore del settore alimentare, viene responsabilizzato in materia di igiene e sicurezza degli alimenti ed ha l'obbligo di garantire specifici standard di igiene e salubrità dei propri prodotti. LEGGI TUTTO
Formazione Il continuo sviluppo tecnologico e l'evoluzione nel mondo del lavoro hanno fatto diventare la formazione una necessità dettata dall'obbligatorietà delle varie norme ma anche dall'esigenza di acquisire adeguata consapevolezza per lo sviluppo aziendale perchè non ci può essere crescita se non c'è adeguamento di persone e culture. LEGGI TUTTO
 
News
L’ipotesi della condotta abnorme di un lavoratore infortunato va individuata anche quando lo stesso tiene un comportamento “esorbitante” rispetto al lavoro che gli è proprio, assolutamente imprevedibile ed evitabile per il datore di lavoro.
pubblicata il 23/04/2015

Corte di Cassazione - Penale Sezione IV - Sentenza n. 43846 del 21 ottobre 2014 (u. p. del 26 settembre 2014) - Pres. Brusco – Est. Piccialli – P.M. Iacoviello - Ric. C. V.

Il giorno dell’infortunio il lavoratore, uno stradino comunale, aveva timbrato il cartellino di entrata alle ore 8,50 ed era uscito alle 13,03, e di sua iniziativa, senza che nessuno gli avesse dato l'incarico, si era recato con il camion in dotazione del Comune in una strada interpoderale, avendo notato che un ramo di un albero pendente impediva la circolazione delle autovetture; mentre era posizionato sulla scala, alta 2,20 m, veniva travolto dal ramo, da lui stesso tagliato, che aveva fatto sbilanciare la scala provocando la caduta del lavoratore il quale subiva delle lesioni gravi.

La Corte di Appello che, riformando la sentenza di primo grado, aveva affermato la responsabilità del Sindaco, nella qualità datore di lavoro, per l’infortunio del lavoratore svolgente le mansioni di stradino.

La violazione posta a carico del Sindaco è stata quella dell’art. 22 comma 1 del D. Lgs. n. 626/1994 per avere omesso, nella qualità di datore di lavoro, di assicurarsi che il lavoratore avesse ricevuto una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza. Il giudice di primo grado aveva assolto l'imputato ritenendo che la condotta del lavoratore si configurasse abnorme e tale da interrompere il nesso di causalità rispetto alle carenza riscontrabili nelle misure di prevenzione adottate dall'imputato. La Corte di merito, accogliendo l'appello del PM, aveva affermato che l'attività espletata dall'infortunato (il taglio del ramo) rientrava tra le mansioni dallo stesso svolte (individuate in quelle di "stradino") e che nessun rilievo aveva avuto la circostanza che lo stesso avesse svolto quell'attività di propria iniziativa e fuori dell'orario di lavoro in quanto le norme antinfortunistiche sono poste a tutela di tutti coloro che si trovano a contatto degli ambienti di lavoro, a prescindere dall'orario di servizio. La responsabilità del Sindaco era stata, pertanto, fondata sulla posizione di garanzia rivestita dallo stesso il quale, nella qualità di datore di lavoro, era venuto meno all'obbligo di informare e formare il lavoratore sulle corrette modalità di esercizio delle varie mansioni, che avrebbero dovuto riguardare anche l'utilizzo di scale o altre attrezzature per effettuare i lavori in quota.

Il Sindaco ha fondato il suo ricorso sul fatto che la sentenza impugnata aveva escluso l'abnormità della condotta del lavoratore, tale da interrompere il nesso di causalità tra la condotta colposa del datore di lavoro e l'evento lesivo e che la Corte di Appello aveva trascurato di dare rilievo alle circostanze accertate dell'esclusiva ed autonoma iniziativa del dipendente di potare il ramo dell'albero al di fuori dell'orario di lavoro, dopo essersi messo alla guida di un camion di proprietà del Comune, custodito nel garage comunale, circostanze tutte rilevanti ai fini della interruzione del nesso di causalità. Lo stesso ha sostenuto ancora che non era stato compiuto alcun accertamento sulla proprietà della quercia e che, pertanto, non era stato affrontato il tema se nelle mansioni dello stradino muratore rientrasse anche quella di potare e tagliare i rami degli alberi anche se fossero di proprietà di terzi

Il ricorso è stato ritenuto fondato dalla Corte di Cassazione 





« torna alla pagina precedente