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La sicurezza nei luoghi di lavoro T.U. 81/08 Viene gestita da un insieme di norme che riguardano i datori di lavoro ed hanno come scopo principale di rendere il luogo di lavoro sicuro mediante l'attuazione di una serie di misure di prevenzione e protezione. LEGGI TUTTO
Igiene degli alimenti Autocontrollo e sistema HACCP introducono il concetto di "prevenzione del rischio alimentare" l'operatore del settore alimentare, viene responsabilizzato in materia di igiene e sicurezza degli alimenti ed ha l'obbligo di garantire specifici standard di igiene e salubrità dei propri prodotti. LEGGI TUTTO
Formazione Il continuo sviluppo tecnologico e l'evoluzione nel mondo del lavoro hanno fatto diventare la formazione una necessità dettata dall'obbligatorietà delle varie norme ma anche dall'esigenza di acquisire adeguata consapevolezza per lo sviluppo aziendale perchè non ci può essere crescita se non c'è adeguamento di persone e culture. LEGGI TUTTO
 
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Nuove sanzioni sul mancato rispetto dell'orario di lavoro. Ecco come funziona adesso.
pubblicata il 10/04/2014

L'orario di lavoro “regolare” è identificabile in 40 ore settimanali, anche se tramite la contrattazione collettiva è possibile stabilire delle modifiche. In ogni caso il datore di lavoro non potrà mai superare le 48 ore medie settimanali svolte nell'arco di 4 mesi di lavoro, o al massimo, qualora stabilito dalla contrattazione collettiva, nel più ampio lasso di tempo di 6 – 12 mesi.

Al fine di determinare esattamente quale sia il periodo di riferimento dove calcolare l'orario medio settimanale, non devono essere prese in considerazione ferie, malattie, infortuni e gravidanze, periodi cosiddetti “neutri”. Non sono considerati neutri invece i periodi come ad esempio i permessi e gli scioperi.

L'orario medio settimanale va dunque calcolato sulla base di tutti i momenti definibili come lavoro, escludendo comunque le pause, gli spostamenti casa-lavoro e i riposi intermedi.

La sanzione prevista in caso di superamento delle 48 ore settimanali, a seguito della duplicazione prevista dalla L. n. 9/2014, va da un minimo di 200 a un massimo di 1500 euro, da 800 a 3000 euro se la violazione interessa più di 5 lavoratori, ovvero si è verificata per almeno 3 periodi di riferimento, e da 2000 a 10000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori, ovvero si è verificata per almeno 5 periodi di riferimento.

Dal momento che ogni lavoratore ha diritto ad 11 ore di riposo consecutive ogni 24 (che vengono calcolate a partire dall'inizio della prestazione lavorativa), si desume che l'orario massimo giornaliero non possa superare le 13 ore. Ogni accordo che preveda la riduzione delle 11 ore di riposo consecutive sarà considerato nullo, in quanto contrario a norme imperative.

Si contano varie eccezioni quali:

le attività normalmente caratterizzate da frazionamenti durante la giornata (vedi addetti alle pulizie), le attività rese in regime di reperibilità o di durata non pre-determinabile;

altre eccezioni riguardano il personale di ruolo de S.S.N., i lavoratori impegnati in turni individuati dalla contrattazione di II livello, qualora siano costretti a cambiare squadra e non possano così usufruire del riposo tra la fine del periodo con una squadra e l'inizio del servizio con un'altra.

La violazione per il mancato riposo giornaliero comporta l'applicazione di una sanzione che, a seguito della duplicazione prevista dalla L.n. 9/2014 varia da 100 a 300 euro, da 600 a 2000 euro se la violazione è riferita a più di 5 lavoratori, ovvero si è verificata per almeno 3 periodi di 24 ore, e da 1800 a 3000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori ovvero si è verificata per almeno 5 periodi di 24 ore.

Riguardo ai riposi settimanali il lavoratore ha diritto ogni 7 giorni a un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero; questo lasso di tempo è calcolato come media in un lasso di tempo non superiore ai 14 giorni, pertanto possono essere organizzare periodi lavorativi maggiori di 6 giorni consecutivi, purché ogni 14 giorni ve ne siano previsti almeno 2 di riposo.

Anche qui fanno eccezione le attività intrinsecamente caratterizzate da periodi lavorativi frazionati durante la giornata, come addetti alle pulizie, attività non predeterminabili nella loro durata, e attività di reperibilità. Altre eccezioni riguardano: attività di lavoro a turni ogni volta che il lavoratore cambi squadra e non possa usufruire, tra la fine di un servizio di una squadra e l'inizio di quello della squadra successiva, di periodi di riposo giornaliero o settimanale; attività relative al personale che lavora nel settore ferroviario, tutte le ipotesi previste dalla contrattazione collettiva nazionale o di secondo livello, sempre che vengano garantiti ai prestatori di lavoro periodi equivalenti di riposo compensativo, ovvero, quando non sia possibile concederli per motivi oggettivi, a condizione che ai lavoratori interessati sia accordata un'adeguata protezione.

La sanzione prevista in caso di violazione dei riposi settimanali, a seguito della duplicazione prevista dalla L. n. 9/2014, va da un minimo di 200 a un massimo di 1500 euro, da 800 a 3000 euro se la violazione interessa più di 5 lavoratori, ovvero si è verificata per almeno 3 periodi di riferimento, e da 2000 a 10000 euro se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori, ovvero si è verificata per almeno 5 periodi di riferimento.





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