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La sicurezza nei luoghi di lavoro T.U. 81/08 Viene gestita da un insieme di norme che riguardano i datori di lavoro ed hanno come scopo principale di rendere il luogo di lavoro sicuro mediante l'attuazione di una serie di misure di prevenzione e protezione. LEGGI TUTTO
Igiene degli alimenti Autocontrollo e sistema HACCP introducono il concetto di "prevenzione del rischio alimentare" l'operatore del settore alimentare, viene responsabilizzato in materia di igiene e sicurezza degli alimenti ed ha l'obbligo di garantire specifici standard di igiene e salubrità dei propri prodotti. LEGGI TUTTO
Formazione Il continuo sviluppo tecnologico e l'evoluzione nel mondo del lavoro hanno fatto diventare la formazione una necessità dettata dall'obbligatorietà delle varie norme ma anche dall'esigenza di acquisire adeguata consapevolezza per lo sviluppo aziendale perchè non ci può essere crescita se non c'è adeguamento di persone e culture. LEGGI TUTTO
 
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Cassazione Penale, Sez. 4, 04 luglio 2014, n. 29266 - Lavoratore distratto e caduta dalla scala a pioli: responsabilità di un datore di lavoro
pubblicata il 17/07/2014

Il Tribunale di Camerino, con sentenza del 9/2/2010, condannò P.G. alla pena stimata di giustizia, nonché a risarcire il danno, da determinarsi in sede civile, in favore della parte civile, per avere causato, quale titolare della omonima impresa individuale, che aveva assunto l'incarico di tinteggiare il soffitto di un sepolcreto familiare, lesioni gravi ai danni di B.M. , operaio alle di lui dipendenze. In particolare, il Datore di Lavoro aveva, per colpa, omesso di mettere a disposizione del lavoratore per la tinteggiatura in quota l'uso di cavalletti e trabatelli a norma e comunque non aver tenuto le precauzioni necessarie al fine d'impedire il rischio di caduta dall'alto.
La Corte d'appello di Ancona, con sentenza del 31/5/2012, riconosciute le attenuanti generiche, valutate equivalenti, con conseguente rideterminazione della pena, e ridotta l'entità della provvisionale da Euro. 145.320,00 ad Euro. 30.000,00, confermò nel resto la statuizione di primo grado.

 

Il Datore di Lavoro presentò ricorso, in quanto il dipendente aveva operato in posizione d'equilibrio precario e con modalità contrastanti con la normale prudenza (i piedi posti sul penultimo gradino della scala e le mani impegnate, l'una dal pennello e l'altra dal secchiello pieno di colore e senza aver proceduto ad agganciare la cintura di trattenuta); non si era considerato che lo stato dei luoghi, prima dell'arrivo del Datore di Lavoro., era stato mutato; andava pertanto riconosciuta la colpa del lavoratore; non si era considerato che il P. aveva fornito istruzioni precise e vincolanti, che se fossero state rispettate l'incidente non si sarebbe verificato.

 

Secondo la Corte di Cassazione non può in alcun modo dubitarsi che l'infortunio, al quale come d'usuale può non essere estranea una fatale distrazione del lavoratore, trae certa origine dal mancato rispetto della normativa antinfortunistica e, in particolare dalla mancata messa a disposizione dell'infortunato degli strumenti idonei a scongiurare l'evento verificatosi. È privo di senso, pertanto affermare che il B. andò incontro alla caduta perché operò in condizioni precarie, essendo quelle le condizioni date nelle quali il datore di lavoro gli aveva imposto la prestazione; condanna pertanto il Datore di Lavoro

 





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