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Formazione Il continuo sviluppo tecnologico e l'evoluzione nel mondo del lavoro hanno fatto diventare la formazione una necessità dettata dall'obbligatorietà delle varie norme ma anche dall'esigenza di acquisire adeguata consapevolezza per lo sviluppo aziendale perchè non ci può essere crescita se non c'è adeguamento di persone e culture. LEGGI TUTTO
 
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ALCOLDIPENDENZA : LINEE DI INDIRIZZO DELLA REGIONE TOSCANA 09/12/2013
pubblicata il 16/01/2014

Le linee di indirizzo della Regione Toscana per l’accertamento dell’ alcoldipendenza nei lavoratori addetti alle mansioni a rischio.
Con delibera n. 1065 del 9 dicembre 2013 (pubblicata sul BUR n. 52 del 24/12/2013) anche la Regione Toscana, dopo il Piemonte, ha emanato linee di indirizzo per l’applicazione dell’art. 41 comma 4 del D.lgs. 81/08 sull’accertamento dello stato di alcoldipendenza nelle lavorazioni a rischio. Pertanto oggi anche in Toscana, così come in Piemonte,  Puglia e Friuli Venezia Giulia, che hanno a suo tempo adottato specifici atti deliberativi, vi sono i presupposti legislativi prescritti dall’art.41 comma 4 (“nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento”) per effettuare la sorveglianza sanitaria per l’alcoldipendenza.
Le linee di indirizzo della Regione Toscana considerano operativamente come un “unicum” sia la legislazione relativa al divieto di consumo e somministrazione di alcol per le mansioni individuate a rischio di terzi (Legge 125/01) che la sorveglianza sanitaria di cui all’art. 41 comma 4 del D.Lgs. 81/08, relativa all’accertamento dello stato di alcoldipendenza.
In particolare, 
le mansioni a rischio sulle quali effettuare la sorveglianza sanitaria per l’accertamento della assenza di alcoldipendenza sono tutte quelle comprese nell’allegato I della Intesa Stato Regioni del 16 Marzo 2006, senza alcuna distinzione. Ciò si deduce dal testo della delibera in cui si afferma:
Ritenuto pertanto opportuno approvare il documento allegato, allegato A) al presente atto parte integrante e sostanziale, al fine di:
proteggere dai rischi non solo i lavoratori, ma anche i colleghi di lavoro ed in generale i soggetti terzi che potrebbero essere danneggiati dal comportamento non corretto dei lavoratori che si trovano sotto l’effetto di alcol;
consentire ai competenti servizi delle Aziende USL del territorio toscano ed ai Medici competenti l’applicazione uniforme e condivisa delle procedure diagnostiche e medico legali per l’accertamento di assenza di dipendenza da alcol per i lavoratori adibiti alle mansioni a rischio di cui all’allegato 1 dell’Atto di Intesa tra la Conferenza Stato-Regioni approvato il 16 marzo 2006;
Il che comporta, nella Regione Toscana, l’obbligo di attivare la sorveglianza sanitaria anche per categorie finora generalmente “esenti”, come ad esempio gli insegnanti.

Obblighi del Datore di Lavoro

La delibera, con il documento procedurale allegato, prevede innanzitutto che il Datore di Lavoro, in collaborazione con il Medico Competente, effettui la valutazione del rischio legato all’assunzione di alcol, ed elabori proposte di programmi ed azioni di promozione della salute nell’ambito delle attività di informazione e formazione.

In particolare la valutazione dei rischi deve:

a) individuare l’esistenza nell’azienda di mansioni ad elevato rischio di infortunio per il lavoratore e per i terzi, ricomprese tra quelle presenti nell’elenco delle lavorazioni per le quali sarà previsto il divieto di assunzione di alcol, le misure preventive, promozionali ed educative previste per attenuare il rischio. Il divieto dell’assunzione di alcolici deve essere considerato anche per i lavoratori reperibili che potrebbero quindi essere chiamati in servizio attivo;
b) individuare un pool di mansioni alternative per i lavoratori positivi al test o in osservazione per valutare la condizione di alcol dipendenza;
c) definire le procedure aziendali che proibiscano la somministrazione di alcolici ai lavoratori per i quali vige il divieto di assunzione sia all’interno dell’azienda che al di fuori, esplicitando chiaramente tale vincolo nei rapporti con gli esercizi convenzionati per la somministrazione di pasti, con altri esercizi/punti vendita aperti anche al pubblico all’interno dell’area dell’azienda, compresi i distributori automatici;
d) definire le procedure aziendali in caso di lavoratore positivo al test con etilometro ed in caso di rifiuto da parte del lavoratore di sottoporsi al test con etilometro;
e) provvedere all’informazione di tutti i lavoratori
f) provvedere alla formazione dei lavoratori ricompresi nell’elenco sui rischi da alcol per la salute e la performance. I contenuti minimi della formazione dovranno essere:
1) effetti acuti dell’alcol sulla performance ad alcolemie crescenti;
2) effetti cronici dell’alcol sulla performance e sulla salute;
3) interazioni dell’alcol con sostanze eventualmente presenti nel ciclo produttivo;
4) interazioni dell’alcol con farmaci;
5) normativa specifica alcol-lavoro e riflessi sulla sorveglianza sanitaria;
6) chiarimenti sulla estensione del divieto di assunzione di alcolici anche ai periodi
antecedenti l’ingresso al lavoro;
7) modalità di esecuzione di test con etilometro;
8) esplicitazione del protocollo sanitario;
9) esplicitazione dei provvedimenti aziendali in caso di positività dei lavoratori a test con etilometro ed in caso di periodo di osservazione/valutazione presso il CCA (Centri di Consulenza Akcologica).

Obblighi del Medico Competente

Da parte sua il Medico Competente dovrà istituire un protocollo sanitario da adottare per la valutazione alcolemica tramite etilometro e per la sorveglianza sanitaria delle attività lavorative ad elevato rischio infortuni”.

Tale protocollo deve prevedere:

a) la valutazione delle alcolemia mediante etilometro;
b) la valutazione sanitaria di primo livello

a) Valutazione delle alcolemia mediante etilometro.

Deve essere effettuata tenendo conto delle esigenze aziendali e dei criteri specificati nel protocollo sanitario e resi noti ai lavoratori. Il valore del test alcolemico risultante a cui fare riferimento dovrà essere pari a zero grammi di alcol per litro di sangue.
Il divieto assoluto di assunzione di sostanze alcoliche, sia durante il lavoro, che nelle ore precedenti, dovrà tenere conto dei possibili limiti di tolleranza delle metodiche analitiche utilizzate e della produzione endogena di alcol.
Gli etilometri utilizzati potranno essere sia di tipo omologato a raggi infrarossi, sia si tipo non omologato con sensore elettrochimico. In ogni caso gli etilometri utilizzati devono riportare il “CE Medicale” in base alla Direttiva CEE 93/42 sui dispositivi medici (DDM 93/42).

In caso di positività, o di rifiuto del lavoratore a sottoporsi al test con etilometro, il medico competente avvisa il datore di lavoro o suo delegato in modo che siano attuati i provvedimenti del caso.

b) Sorveglianza Sanitaria

Dovrà comprendere in ogni caso: anamnesi specifica, visita medica, colloquio clinico orientato ad identificare problemi e patologie alcol correlate acute e croniche; prelievo ematico almeno per: MCV, AST, ALT, GT, Trigliceridi. Dovrà infine essere effettuato l’ AUDIT-C ovvero l’ AUDIT test.

Si noti che fra i parametri ematici di base non è prevista la determinazione della CDT.

Qualora sulla base dei risultati della sorveglianza sanitaria di primo livello il medico competente individui lavoratori con consumo di alcol a rischio o dannoso secondo la classificazione ICD-10 dovrà svolgere azioni di counselling e brief intervention, ed eventuale ravvicinamento della periodicità delle visite mediche; inoltre: controlli con etilometro a sorpresa, eventuale collaborazione con il Medico di Medicina Generale (MMG) ed altre figure specialistiche previa acquisizione di consenso informato.

In caso di sospetta alcol dipendenza il medico competente invia il lavoratore al CCA (Centro di Consulenza Alcologica)  per la valutazione di 2° livello,  e può formulare giudizio di temporanea di inidoneità lavorativa alla mansione specifica.

 Il CCA adotterà un percorso diagnostico e terapeutico specifico finalizzato alla remissione dalla dipendenza, specificato nel documento allegato alla deliberazione.

Solo in presenza di “dipendenza in remissione” certificata dal CCA, da almeno tre mesi (anche con l’utilizzo di disulfiram e/o la frequenza di gruppi di Auto Aiuto comporta, il  medico competente, potrà emettere un giudizio di idoneità alla mansione specifica per non oltre tre mesi con successiva rivalutazione da parte del medico competente stesso in base alla relazione dell’équipe alcologica curante.

Il monitoraggio da parte dell’équipe alcologica continuerà  fino al raggiungimento della remissione completa protratta di 12 mesi.

Se in tale periodo vi è ricaduta nell’utilizzo di alcolici, ovvero  non aderenza al programma,  il medico dell’équipe alcologica lo comunica in forma scritta al medico competente.

I costi degli accertamenti effettuati dal CCA sono a totale carico del Datore di Lavoro.
Tratto da: www.euronorma.it





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